Settimane Sociali

Questa sezione del nostro sito è dedicata alla organizzazione delle inziative diocesane in preparazione alla 46.a Settimana Sociale dei Cattolici Italiani, che si terrà a Reggio Calabria dal 14 al 17 Ottobre 2010.

Testi di lavoro Settimana Sociale 2010
Aggiornamento testi Settimana Sociale 2010In una prima parte si trovano i testi di spunto e approfondimento che sono stati proposti dal Comitato Scientifico e Organizzatore delle Settimane Sociali. Questi testi possono essere scaricati direttamente dal sito ufficiale delle Settimane Sociali cliccando sulle immagini qui a fianco.

Trovate poi una serie di informazioni operative su come sottoporre il contributo della vostra Associazione, Parrocchia, Ente, Categoria o a titolo personale.

Infine abbiamo le pagine in cui verranno sintetizzati i contributi, presentate le statistiche e pubblicato quello che la nostra Diocesi porterà a Reggio Calabria.

Cattolici nell'Italia di oggi

Un'agenda di speranza per il futuro del Paese.

È in mesi molto difficili per la comunità nazionale che le Settimane Sociali sono chiamate a compiere un passo all'interno del loro secondo secolo di vita. La missione, che  ancora nostra, è di rendere un servizio alla coscienza di tutti, affinché resti sempre vigile e aperta di fronte alle "cose nuove" (Giovanni Paolo II, Centesimus annus, 12 ss.) che questo tempo ci dona. Affinché davvero non ci sia gioia o speranza, tristezza o angoscia, che non trovi eco nei nostri cuori, e innanzitutto quelle di coloro che dispongono di minori opportunità (Gaudium et Spes, 1).

E se lo sguardo si allarga, come deve (Gaudium et Spes, 83 ss.), a orizzonti più vasti, le circostanze che appaiono attribuiscono nuova urgenza alla responsabilità cui siamo chiamati, e nella quale preghiamo lo Spirito di sostenerci.

Chiamati ad esercitare la speranza, oggi

Così sappiamo di essere chiamati a sperare anche in un momento nel quale sono seriamente minacciate le condizioni essenziali della vita - al suo manifestarsi come al suo spegnersi - e della famiglia - anche come soggetto sociale-, e insieme quelle materiali e spirituali che ci erano state consegnate da un passato anche recente: le condizioni in cui si esercita il lavoro, si cura la salute, si decide della guida delle pubbliche amministrazioni, si educa e ci si forma, si studia e si fa ricerca, si coltivano le relazioni familiari e di amicizia, si vive la ricerca e l'esperienza della fede, si accoglie e si è accolti, si riconoscono e si difendono i diritti (CEI, Testimoni di Gesù Risorto, speranza del mondo, 8). Non c'è mai stato un tempo o un luogo in cui il riconoscimento della dignità e della libertà di ciascuna persona potesse essere dato per scontato e non fosse invece minacciato; oggi a noi questa minaccia appare grande, poco importa se più o meno che in altri momenti: è grande abbastanza da provocare tutte le nostre responsabilità.

Noi siamo stati chiamati a sperare dentro questo frangente, ad andare avanti con speranza (Giovanni Paolo II, Novo Millennio Ineunte 58). Non semplicemente perché questo momento passi. Ma perché, anche in queste circostanze, sappiamo discernere le realtà e le esperienze migliori (Fil 1,9-10), quei segni, quei soggetti e quei processi interpretando e vivendo i quali ci mettiamo all'opera per una città più aperta e abitabile, per tutti (Sal 107,36). Imploriamo dunque quell'amore (Benedetto XVI, Deus caritas est 2) di cui si nutre l'impresa più dura, la conoscenza più rigorosa e la scelta più ardua.

 La vita cristiana non può restare chiusa nell'orizzonte di una cultura e di istituzioni definite, ma ha le risorse per discernere i valori dalle negatività e per valutare ciò che concorre all'affermazione della dignità della persona e ciò che la minaccia (CEI, Testimoni di Gesù Risorto, speranza del mondo, 13). Dunque, un'ineludibile responsabilità per le prospettive del Paese (CEI, La Chiesa italiana e le prospettive del paese, 3) è connessa al dovere cristiano di partecipare a ogni vero processo di liberazione umana (Paolo VI, Evangelii nuntiandi, 30).

La 46.a Settimana Sociale

Per queste ragioni, il Comitato Scientifico e Organizzatore ha ritenuto opportuno dedicare la prossima Settimana Sociale dei Cattolici Italiani, la 46.a, che si terrà a Reggio Calabria dal 14 al 17 Ottobre 2010, a un'operazione di discernimento della situazione della comunità nazionale animata dallo sperare cristiano.

Alla luce di tale scelta, il cammino preparatorio alla 46.a Settimana diviene parte integrante del programma di questa.

Ma non basta. Questa non breve preparazione è richiesta anche da una duplice necessità. Ciò di cui abbiamo avvertito l'urgenza è un discernimento opera non di pochi, ma di tanti, e non solo di tanti individui, ma di tante più complesse realtà espressione dell'originale vitalità del cattolicesimo italiano (Benedetto XVI, Discorso all'Assemblea Generale della CEI, 30 maggio 2005). Allo stesso tempo quest'operazione richiede un intensificarsi del dialogo con le espressioni di altre culture e di altre esperienze presenti nella comunità nazionale (Gaudium et Spes, 40 ss.). Tutto ciò necessita di tempo.

Desideriamo rivolgere, con franchezza, un amichevole invito a un'impresa comune. Lo rivolgiamo agli uomini e alle donne che vivono la fede cristiana e, per mezzo loro, a ogni uomo e ogni donna che, nei limiti delle proprie forze, sono solleciti nella responsabilità per il Paese, e attraverso questo per la più vasta comunità umana, "Senza pregiudizi né preconcetti", avrebbe detto don Luigi Sturzo, "per gli ideali di giustizia e di libertà, nella loro interezza"... nella loro interezza, mai soddisfatti e appagati da nulla di meno (Gaudium et Spes, 40 ss.).

La speranza orienta il discernimento

Il nostro non è l'invito ad una lettura eticamente neutra della realtà, semmai ancora qualcuno credesse nella possibilità di qualcosa del genere. Al contrario, la lettura cui pensiamo richiede scelte sempre difficili e costose, spesso da correggere, spesso provvisorie. Tale lettura genera un processo che forma le coscienze e insieme forma alla coscienza: scelte per l'analisi di una situazione complessa e sempre in movimento, scelte che dischiudono altre scelte, scelte che disvelano il nostro non essere mai individui, ma persone in relazione, e scelte che spesso meglio maturano laddove le relazioni son più vere e più libere. Partendo dal tessuto della comunità ecclesiale, ma non fermandoci ad esso, ci pare che lo sforzo di cui avvertiamo il bisogno possa essere meglio affrontato da soggetti nei quali più persone condividono con libertà la fede e con libertà provano ogni giorno a impegnare i propri talenti nella vicenda umana.

Crediamo che questo servizio alla lettura del presente della comunità nazionale, sia uno dei modi per contribuire alla formazione di una nuova generazione (Benedetto XVI, Omelia nel Santuario di N.S. di Bonaria, Cagliari 7 Settembre 2008) di uomini e di donne capaci di assumere in modo rinnovato le responsabilità pubbliche, nelle organizzazioni e nelle istituzioni economiche, politiche, scientifiche, familiari, religiose e in altro ancora, onde concorrere nei modi propri e parziali di ciascuna al servizio del bene comune, un servizio cui in ogni caso va riconosciuta piena dignità pubblica (Dignitatis humanae, 6).

Declinare il "Bene comune"

Chiamati a cooperare a un tratto della lunga storia delle Settimane Sociali italiane, con convinzione e determinazione riproponiamo il bene comune, nell'accezione più matura ed esigente di questo concetto (Gaudium et Spes, 78; Dignitatis humanae, 6; cfr. Il bene comune oggi: un impegno che viene da lontano, Atti della 45.a Settimana Sociale dei Cattolici Italiani 2007) - come espressa dai Documenti del Concilio Vaticano II e del Magistero successivo -, quale criterio e misura nell'esercizio della responsabilità per la "città terrena". Esercizio che sempre merita piena dignità pubblica anche quando ha luogo in forme e ambiti diversi da quelli della politica.

Pratica come teoretica, la ricerca del bene comune è una delle forme più alte ed esigenti (Paolo VI, Octogesima adveniens, 46-48) che assume lo sperare cristiano.

Elaborare un'agenda per un futuro di libertà

Se grande e impegnativo è l'orizzonte che ci si apre dinanzi, con realismo è opportuno definire i limiti del contributo che la 46.a Settimana può dare alla coscienza e all'esercizio della responsabilità per il bene comune nel momento che il Paese attraversa.

La prima urgenza che si avverte, preliminare solo in apparenza, è che l’intera opinione pubblica nazionale, e innanzitutto ecclesiale, concentri la propria attenzione su di un numero limitato di problemi cruciali, dalla soluzione o dalla mancata soluzione dei quali dipende la forma che prenderà il futuro del Paese.

L’opinione pubblica e gli attori sociali hanno bisogno di convergere intorno a un’agenda di problemi (Si pensi alla II parte della Gaudium et Spes, al citato Documento La Chiesa italiana e le prospettive del Paese, e al Discorso al Parlamento Italiano tenuto da Giovanni Paolo II il 14 Novembre 2002) anche perché sia meno difficile valutare insieme le possibili soluzioni alternative, volta per volta proposte o praticate.

Una tale agenda non può certo essere frutto di un esercizio meramente descrittivo o semplicemente deduttivo, ma non è certo questa una ragione per cui i cristiani debbano delegare ad altri di partecipare al confronto attraverso il quale un’agenda di questo tipo si genera e si afferma. Opzioni orientate al bene comune possono anche non essere accolte, ma non c’è ragione perché non siano pubblicamente ricercate e discusse.

Un’agenda di problemi prioritari non è un programma, né economico, né politico, né d’altro ordine, ma può ben essere un riferimento per elaborare e valutare programmi e azioni.

Le scelte (Congregazione per la Dottrina della Fede, Nota dottrinale circa alcune questioni riguardanti l'impegno e il comportamento dei cattolici nella vita politica) alle quali saremo chiamati sono tali, che l’elaborazione (Gaudium et Spes, 43) dell’agenda cui stiamo pensando può offrire un bell’esempio del dovere cristiano di cercare sempre di incarnare la propria "identità": "un’identità da incarnare e da testimoniare, senza rivendicarla solo per sé, nel pluralismo delle situazioni, giorno per giorno, quando proprio la fede anima le competenze umane dell’analisi, del confronto, della mediazione e della progettazione" (La Chiesa italiana e le prospettive del Paese, 25). Ma solo il carattere pubblico di questo processo evita che quel divieto di rivendicazione esclusiva dell’identità venga utilizzato per giustificare atteggiamenti di disimpegno o presunta indifferenza rispetto alle alternative.

Sentiamo che in questo lavoro deve accompagnarci un senso di umiltà, fondato sulla grandezza di quanto accogliamo come principio e fondamento, rafforzato dalle numerose e luminose testimonianze di coloro che in un’opera simile ci hanno preceduto – più o meno noti -, ma anche segnato dalla coscienza delle volte in cui come cattolici siamo mancati nel servizio alla città (Giovanni Paolo II, Tertio millennio adveniente, 36).

Contesti determinati in cui esercitare una comune responsabilità

In questo spirito e con questo scopo il Comitato si mette al lavoro in vista della prossima Settimana Sociale. Ma sin d’ora sa che il proprio impegno non sarà da solo sufficiente. Anche per questa ragione, con fervida amicizia, rivolgiamo a tutti un invito caloroso a condividere questo cammino, nelle forme possibili e preferite (vedi "Nota per la condivisione del cammino preparatorio" più avanti).

Le condizioni di emergenza civile nazionale che ciascuna realtà avverte – cui si è recentemente aggiunto il sisma in Abruzzo –, ci sembrano il miglior punto di partenza.

Inoltre, se l’istanza del bene comune rappresenta l’orientamento chiave del discernimento, all’avvio di questa operazione può essere utile non trascurare alcune domande corrispondenti a dimensioni cruciali della vita civile e insieme a momenti concreti e decisivi della vita personale (Il riferimento evidente è alle "cinque aree" in cui si è fruttuosamente articolato tanto la preparazione quanto lo svolgimento del IV Convegno Ecclesiale nazionale di Verona, 16-20 Ottobre 2006, cfr. Testimoni di Gesù Cristo Risorto, speranza del mondo, n. 15).

  1. Qual è la condizione reale della cittadinanza nel nostro Paese e dei fondamenti e delle forme della democrazia? Del godimento dei diritti e dell’esercizio dei doveri che la sostanziano?
  2. Qual è lo stato del processo di trasmissione – innanzitutto tra le generazioni e nelle prassi educative – dei valori e della cultura che dovrebbero fare della nostra una "città" aperta e abitabile?
  3. Qual è la condizione della vita economica del Paese? Della sua capacità di produrre beni e servizi, ma anche della coscienza dei limiti che questa istanza deve riconoscere? E quali insegnamenti trarre dalla profonda crisi economica che vivono il nostro Paese e l’Unione Europea?
  4. Quale giudizio merita la situazione della nostra comunità nazionale in base al criterio di abitabilità più esigente e più vero, quello costituito dalle amatissime fragilità e differenze di ciascuna persona umana?
  5. Che ne è del riconoscimento pubblico, del rispetto e della cura verso l’eccedenza della vita umana e verso le relazioni che la generano, e che ne è del contrasto a ogni razionalità che nei confronti di queste nutra progetti di sottomissione e di assoggettamento?


Il compito che ci proponiamo, arduo, è quello di pervenire a una lista breve di problemi, certamente frutto di una selezione orientata, contingente ma non indifferente. Alla luce della fede e della sua esperienza in questo tempo, siamo al lavoro per un’agenda di problemi prioritari, al fine di rendere un servizio a chi, in ogni ambito, propone soluzioni o è chiamato a giudicarle.

Siamo per altro consapevoli che, se riconoscere i problemi sarà difficile, selezionare pochi problemi prioritari lo sarà ancora di più. Ma la pazienza e il sacrificio della scelta è parte della fedeltà a Dio e all’uomo, della fedeltà cristiana al Cielo e alla Terra. Nella storia non si sta senza scegliere, meno che mai se nella storia si vuole essere fedeli al nostro Signore Gesù.

Un invito amichevole

Carissime amiche, carissimi amici (cfr. Gv 15,13-15), sentiamo di non poter chiudere gli occhi di fronte alla situazione della nostra comunità nazionale, delle nostre città e della nostra "città" globale. Sentiamo e vediamo tante vite impoverite dal ridursi di opportunità di ogni genere – materiali e di senso –, proprio mentre siamo circondati da strumenti, da risorse, da istituzioni, da sensibilità che nessuna generazione aveva mai avuto a disposizione.

Il nostro appello è sommesso ma intenso. Perché sappiamo che non potremo certo farcela con le nostre sole forze. E accorato. Perché il desiderio di essere all’altezza della responsabilità personale rinnova il valore della compagnia.

Incamminandoci verso Reggio Calabria, ci invitiamo reciprocamente a un servizio del bene comune più libero e più forte.

CATTOLICI NELL’ITALIA DI OGGI.
UN’AGENDA DI SPERANZA PER IL FUTURO DEL PAESE

il Comitato Scientifico e Organizzatore
delle Settimane Sociali dei Cattolici Italiani

Roma, 17 Aprile 2009

Nota per la condivisione del cammino preparatorio

Il processo di partecipazione all’opera di discernimento verrà coordinato dal dott. Edoardo Patriarca, Segretario del Comitato Scientifico e Organizzatore delle Settimane Sociali.

Persone, associazioni, gruppi, istituzioni possono rispondere a questo invito al discernimento comune inviando testi e realizzando occasioni di studio, di confronto e di approfondimento. Laddove possa essere utile, si suggerisce la costituzione, a qualsiasi livello o ambito, di comitati locali, ad esempio parrocchiali o zonali, per sviluppare un confronto e una ricerca che prendano le mosse da questo stesso invito. La Segreteria nazionale delle Settimane Sociali, via Aurelia n. 468 – 00165 Roma, è raggiungibile telefonicamente al numero 06 66398229, per fax al numero 06 66398380, e via e-mail all’indirizzo settimanesociali@chiesacattolica.it.

Per essere informati via e-mail degli sviluppi della preparazione della 46a Settimana Sociale sarà sufficiente registrarsi nell’apposito spazio presente nel sito www.settimanesociali.it

Sviluppo del progetto

 In questa parte trovate il punto della situazione a livello diocesano:

  1. iniziative in Diocesi
  2. i contributi sottoposti
  3. aspetti principali che sono emersi e che verrano proposti alla segreteria delle Settimane Sociali

Questa parte è in sviluppo continuo, e potrebbero mancare alcune pagine fino alla fine del percorso.

iniziative in Diocesi

In Diocesi di Genova, finora, si sono svolti due incontri:

  1. Seminario di studio dal titolo "L'unità nazionale : memoria condivisa, futuro da condividere" al Quadrivium, il 3 maggio, organizzato dal Comitato Scientifico Nazionale
  2. Incontro presso A.R.M.O. - Cappellani del Lavoro, aperto ai contributi diocesani, di associazioni, parrocchie e singoli, avvenuto sabato 15 maggio

E' previsto verso la metà di giugno un ulteriore incontro per mettere in comune ulteriore materiale che verrà prodotto nel territorio.

Contributi per la Settimana Sociale 2010

Sono stati sottoposti finora i seguenti contributi e/o spunti di riflessione:

Contributo da parte della commissione del Consiglio Pastorale della Assunta di Sestri (ancora da completare per quel che riguarda i dati statistici).

Spunti di riflessione da parte di un gruppo di lavoratori dell'ELSAG.

Contributo di don Francesco Doragrossa.

Si sono inoltre dimostrati intenzionati a portare un loro contributo il Forum delle Famiglie, l'UCID, l'A.C e la Caritas.

AllegatoDimensione
Contributo della Parrocchia Assunta Sestri.pdf88.46 KB
contributo ELSAG.pdf395.2 KB
Doragrossa.pdf33.7 KB

Dopo la settimana sociale

Iniziative per l'approfondimento dei risultati e la loro traduzione operativa in Diocesi.

Convegno sulle prospettive 11 giugno 2011

Prospettive alla luce della 46.a Settimana Sociale dei Cattolici Italiani

Le associazioni Azione Cattolica, ACLI, AGESCI, COLDIRETTI, CSI, FOCL, MASCI, MEIC, e UCIIM invitano a partecipare all'incontro aperto a tutta la città, che si svolgerà

Sabato 11 giugno 2011
ad iniziare dalle ore 9.30
presso Starhotel President
Corte dei Lambruschini, 4 Genova.

Intervengono:

  • Edo Patriarca - segretario del comitato scientifico e organizzatore
  • Carlo Lupi - Docente emerito di Storia della Filosofia all'Università di Genova
  • Don Gian Piero Carzino - Dir. Uff. per la Vita Sociale e il Lavoro - Diocesi di Genova